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Comunità educanti #tu6scuola: primo Tavolo nazionale per condividere esperienze

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Categoria: #tu6scuola

Mercoledì 3 marzo la piattaforma e-learning tu6prof ha promosso un appuntamento ricco di significato per #tu6scuola.

La Fondazione Hallgarten-Franchetti Centro Studi Villa Montesca ha infatti invitato i rappresentanti delle 6 scuole del progetto, gli operatori e i coordinori a condividere esperienze, difficoltà e soluzioni in merito alle Comunità Educanti.
A meno di un anno dal termine del progetto, al netto della pandemia, un’opportunità per fare il punto su una delle azioni chiave del progetto, per la quale la Fondazione è referente di progetto.
Circa 70 i partecipanti, tra dirigenti, docenti, coordinatori e operatori di progetto, che hanno dato voce a territori e realtà diverse, ma con inaspettate affinità.

Comunità Educanti: l’importanza strategica

Paola Cristoferi, coordinatrice di #tu6scuola, ha introdotto l’incontro sottolineando l’importanza delle comunità educanti in un’ottica di sostenibilità. Solo attraverso la costruzione di reti territoriali coese è infatti possibile offrire, da un lato, riferimenti educativi coerenti per i ragazzi e alle ragazze, dall’altro garantire continuativamente alle scuole strumenti e stimoli per innovare la didattica e renderla più varia e viva.

Siamo tutti figure educanti

Fabrizio Boldrini, Direttore della Fondazione Villa Montesca, e a Maria Rita Bracchini, Project Manager, il compito di ribadire i termini della questione.
Il concetto di “educazione”, innanzitutto. E ben pochi si sarebbero aspettati a questo punto che Boldrini si rifacesse alle parole l’allenatore dell’Inter Antonio Conte. Citazione sorprendente, ma assolutamente pertinente: parlando dell’esempio (non sempre buono) offerto dai comportamenti di personaggi in vista come lui, il mister ha infatti recentemente affermato “Siamo modelli educativi”.
Ed è così: l’educazione non avviene solo a casa o a scuola. Anzi, è un percorso nel quale intervengono sia soggetti formalmente riconosciuti come “educatori” (come gli insegnanti), sia tutti coloro con i quali si hanno relazioni. Si tratta di un processo circolare, perché presuppone una continua negoziazione di valori tra tutti i soggetti coinvolti.

Comunità educante sul territorio: collaborazione e condivisione

A livello territoriale, la Comunità educante è un gruppo di organizzazioni sociali (formali, non formali e informali) coinvolte nel percorso educativo dei giovani, che condividono consapevolmente dei valori e mettono in campo delle competenze educative in modo consapevole e coordinato.
Competenza fondamentale della Comunità educante è il Comportamento prosociale ossia volto a favorire gli altri e il bene collettivo. Una competenza che la comunità deve avere e anche saper promuovere.
Le comunità spesso esistono già nei territori, ma in modo inconsapevole. Obiettivo di #tu6scuola è favorire la ricostruzione delle Comunità Educanti nei territori, aiutandole a unirsi intorno a valori condivisi e a perseguire insieme l’obiettivo del benessere e della felicità dei più piccoli e dei più giovani.
In questo quadro, la scuola riveste il ruolo di connettore civico degli attori non formali che la circondano.

Le mappe delle Comunità Educanti nei territori

Il primo passo è stato tracciare il ritratto del contesto socioeducativo in cui si muovono i ragazzi e le ragazze.
Attraverso interviste, incontri e questionari (anche rivolti ai ragazzi stessi) sono stati evidenziati punti di aggregazione, i riferimenti e i diversi stimoli alla partecipazione. Sono state create delle mappe contenenti le relazioni esistenti e quelle da implementare.
Si tratta di un processo co-costruito da tutti i suoi protagonisti. In un’ottica di sostenibilità, la strategia deve essere quella del Welfare generativo: dalla redistribuzione alla rigenerazione di risorse grazie alla responsabilizzazione dei soggetti.

La parola ai territori

Fatte le doverose premesse, i rappresentanti delle sei scuole hanno avuto modo di raccontarsi e porre le basi per un’interazione.

L’ESPERIENZA DI BARI – ICS Ceglie Manzoni Lucarelli

Sul territorio era già presente una comunità operativa. Per renderla “comunità educante”  mancava però una esplicita condivisone di valori.
Il processo di costruzione si è dunque diretto in tal senso, le difficoltà causate dalla pandemia e le prolungate chiusure avvenute in particolare nella Regione Puglia hanno rallentato moltissimo le attività.
Un parziale risultato è comunque rappresentato dalla forte relazione instaurata con il Comitato Genitori. Questa ha contribuito attivamente ad alcune azioni di progetto, in particolare orientando l’attività dei Saltaclasse verso la scoperta del territorio.
Come evidenziato dalla Dott.sa Feldia Loperfido, della Cooperativa Faber City  quello sulla Comunità Educante è un lavoro a più livelli: la capacità di una scuola di catalizzare le risorse educative di un territorio passa infatti per la costruzione di una”comunità di mezzo” coesa e consapevole.
La Prof. Sabrina Pinzaglia ha raccontato come l’esperienza di #tu6scuola abbia stimolato e supportato la scuola: ha offerto ai ragazzi e ai docenti la chance di uscire dai protocolli scolastici con attività insolite e coinvolgenti. Il sostegno offerto dal progetto alla comunità scolastica anche durante la pandemia – con la fornitura di device e assistenza tecnica per famiglie e insegnanti – è stato un esempio di come una rete di alleati sia essenziale nelle difficoltà.

L’ESPERIENZA DI ANCONA – IC Grazie Tavernelle

La Proff.ssa Grazie Piracci, vicepreside dell’Istituto, ha raccontato l’esperienza di una scuola che già da 12 anni lavora sulla comunità insegnante e sulle relazioni con il territorio.
Il contesto di Ancona, e dell’IC Grazie Tavernelle nello specifico, si può definire “fluido”, contraddistinto da tante e varie forme di fragilità. Ciò ha reso la condivisione di valori un elemento fondamentale. La bandiera che guida le azioni della scuola è l’inclusione, la sua vision la costruzione di ponti con territorio e famiglie.
Il corpo docente sente profondamente questi valori: lo dimostra la dedizione e la flessibilità con cui, ad esempio, insegnanti della primaria e della secondaria propongono laboratori agli studenti di entrambi i cicli, senza distinzioni.
L’ottica della Comunità Educante e della solidarietà sono ben presenti nella scuola, che si impegna a offrire ai ragazzi e alle ragazze un’ampia scelta di attività. La palestra dell’Istituto è stata messa a disposizione delle associazioni sportive in cambio non di un affitto, ma di iscrizioni gratuite per gli alunni che ne abbiano bisogno; il dialogo con assistenti sociali e associazione genitori è pressoché quotidiano.
In uno scenario già così evoluto, il progetto ha aiutato a inquadrare gli interventi e la didattica in un’ottica “orientativa”. Il principio per cui “sapere” serve ai ragazzi e alle ragazze per capire sé stessi e orientare le loro scelte ha permesso di dare un senso più definito al complesso di attività della scuola in una luce nuova. Al punto da replicare il modello di #tu6scuola in un’esperienza nuova, destinata agli alunni e alle alunne della primaria.

ROVELLASCA (CO) – ICS Rovellasca

La dirigente Prof.ssa Katia Cristina Longo ha iniziato il suo racconto proprio dalla pandemia, sottolineando come questa abbia avuto l’effetto di mettere in luce criticità, ma anche risorse del territorio.
Anche Rovellasca presenta la sfida di un contesto “fluido”. La cittadina vive una transizione verso una crescente multiculturalità e varietà della composizione sociale dell’utenza. L’approccio dell’Istituto, da sempre molto concentrato sulla didattica, talvolta si rivela non del tutto inclusivo. C’è, da parte della scuola, l’esigenza di mettersi a passo e di svincolarsi da certe rigidità.
L’adesione al progetto #tu6scuola è vista come utile proprio per questo, perché dà valore a competenze prosociali, stimola a guardare gli alunni e le alunne come persone, a concentrarsi sulla loro crescita.
Il lavoro più strettamente legato alla Comunità Educante è stato molto vario e ha messo in gioco soprattutto gli studenti. A loro è stato proposto di immaginare spazi e occasioni di incontro, anche in sinergia con l’amministrazione comunale. Hanno ipotizzato un luogo dove fare compiti, giocare, frequentare corsi; giornate a tema dedicate ad attività socialmente utili (come pulire l’amato parco Lura); tornei ed eventi speciali da organizzare.

Logo della Comunità Educante di Rovellasca

Con il supporto della cooperativa Progetto Sociale, partner territoriale di #tu6scuola, si è da lavorato per coordinare le attività della scuola con quelle dell’amministrazione locale.  Alcuni ragazzi considerati “fragili” sono stati coinvolti in attività di pubblica utilità concordate con il Comune (come la decorazione di spazi pubblici).
Hanno lavorato anche sulla comunicazione e al modo di rendersi visibili agli adulti. Oltre a immaginare i manifesti promozionali per le attività che vorrebbero portare avanti, hanno anche pensato all’immagine coordinata della loro Comunità Educante.
I ragazzi e le ragazze delle classi terze hanno infatti lavorato al loro logo, disegnandolo prima a mano, poi sintetizzandolo nella grafica con gli strumenti digitali.
Hanno creato anche lo slogan: Se il nostro futuro vogliamo migliorare, tutti insieme dobbiamo collaborare.

CITTÀ DI CASTELLO (PG)  – Scuola Alighieri Pascoli

A Città di Castello, dove ha sede la Fondazione Villa Montesca, la Comunità Educante è una realtà consolidata da tempo.
Il dirigente dell’Alighieri Pascoli, Prof. Filippo Pettinari, ha raccontato come ci si è arrivati. L’obiettivo era costruire tessuto connettivo tipico delle piccole comunità, che protegge e indirizza in modo non invasivo il percorso educativo.
L’esigenza era non tanto creare luoghi, soggetti e occasioni, ma di metterli in relazione (scuola, Montesca, società sportive, oratori).
Si è dunque lavorato su un progetto di continuità per l’educazione prosociale, invitando i soggetti del territorio a lavorare su temi condivisi. Si è lavorato con società sportive, si è parlato di bullismo, contrasto alla ludopatia. Le sfide in questo senso non finiscono mai, ma si evolvono in relazione ai cambiamenti del mondo.
Oggi l’attenzione di questa Comunità Educante è rivolta ai social e al loro impatto sulle relazioni dei ragazzi in età adolescenziale.

MILANO – Istituto Comprensivo G. Capponi

Sivia Jelmini, operatrice dell’associazione Celim ha ricordato il percorso fatto a Milano per formalizzare le relazioni già presenti.
Per impulso dell’amministrazione comunale, le scuole milanesi sono generalmente aperte in orario extrascolastico, con corsi erogati da soggetti terzi. Analogamente ad Ancona, la scelta è stata di coinvolgere questi soggetti, trasformandoli in qualche modo in partner.
Con #tu6scuola, operatori esterni sono entrati nelle classi nelle ore pomeridiano per le attività di Orientamento Studenti, Sostegno allo Studio e laboratori Fuori Orario. L’obiettivo della Comunità Educante è stato perseguito in modo indiretto attraverso i laboratori, e attività su temi quali integrazione, inclusione e ambientalismo.
La scuola ha messo a disposizione i propri muri esterni per permettere ai ragazzi di farsi vedere a lasciare un segno del proprio passaggio e del proprio lavoro. Sono stati creati dei murales a tema ambientale che hanno coinvolto i ragazzi profondamente.
È stata organizzata una giornata aperta al quartiere dedicata all’ecologia ed erano in programma ulteriori iniziative, che però sono saltate a causa della pandemia.

PALERMO – ICS Rita Borsellino 

La dirigente Prof.ssa Lucia Sorce ha rievocato l’esperienza maturata in 14 anni di dirigenza.
Una felice e proficua collaborazione con il territorio è nata quasi per caso nel 2013. All’epoca, l’amministrazione comunale voleva progettato di trasformare un parco adiacente alla scuola in area cani, senza offrire un luogo di ritrovo alternativo ai ragazzi.
La possibilità di perdere un piccolo punto di riferimento e aggregazione è stata lo stimolo per una battaglia comune, risoltasi felicemente, prima di una lunga serie di azioni che hanno unito famigle e territorio a suppoto della comunità scolastica.
Anche a Palermo la scuola possedeva le energie e la visione della Comunità Educante, ma non ne aveva la consapevolezza.
Il lavoro condotto dal progetto ha consentito di aviare una riflessione sul sistema scuola e sul sistema comunità. Come emerso anche in altri territori, questa riflessione ha permesso di inquadrare le attività fatte negli anni e quelle a venire in un percorso strutturato.
Oggi la scuola sta portando avanti un progetto laboratoriale con l’artista palermitano Igor Scalisi Palminteri, che porterà gli studenti a ritrarre sulle pareti della loro scuola le figure di riferimento del territorio e non solo. Lasciando alla comunità un segno di quello che sono e dei valori in cui credono.

A presto!

L’evento è stato apprezzato da tutti i partecipanti, che hanno auspicato di aver in futuro una nuova occasione di confronto.
Soddisfazione anche a parte degli organizzatori e di CIAI, che ringrazia tutti gli intervenuti per la partecipazione e la qualità degli interventi.

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