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"La Scuola italiana si merita un ministro esperto"

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Categoria: #tu6scuola

Un ministro esperto, competente, capace. Non un politico ma qualcuno che conosca la pedagogia. Come è accaduto negli USA.

Negli Stati Uniti un ex insegnante, Miguel Cardona, è diventato ministro per la Pubblica Istruzione: non un politico tour court ma una “personalità di alto profilo” proprio perché ama la scuola, sa come funziona ogni giorno la didattica in presenza e in più conosce la pedagogia.

Secondo il noto pedagogista Daniele Novara – che qualche giorno fa ha scritto un editoriale sul Corriere della Sera – il futuro governo italiano dovrebbe essere altrettanto coraggioso e nominare, in qualità di nuovo ministro dell’Istruzione, una figura di questo tipo: un esperto in materia.

“Per fare scuola, bisogna puntare sulla competenza, sulla formazione, sulla preparazione dei professionisti che la vivono giorno dopo giorno”, scrive Novara.

E mentre si attende il nome del nuovo ministro – che dovrà anche indirizzare al meglio i fondi della Next Generation per riforme e miglioramenti del settore, ci si interroga su cosa ancora possa attendere il mondo della scuola che da oltre un anno vive la difficoltà della didattica a distanza, mista, in presenza ed è ancora soggetta a chiusure a causa della pandemia da Covid19.

Da un lato si parla di un possibile prolungamento del calendario scolastico per il recupero dei mesi persi durante il lockdown e di un anticipo dell’anno scolastico al 1 settembre; dall’altro presidi e sindacati espongono criticità, sia in ragione degli esami di terza media e maturità, che in merito alla capienza delle aule, considerando l’attuale didattica mista (50 in presenza, 50 a distanza); per non palare della cronica carenza di cattedre.

Dopo mesi così faticosi per tutti – insegnanti, studenti, dirigenti scolastici – anche a livello internazionale si sta ragionando sugli effetti prolungati della didattica a distanza, come evidenziato di recente anche da un appello del CIAI al Garante dell’Infanzia e Adolescenza. In Francia e Olanda sembra che gli studenti abbiano perso maggiormente nelle competenze linguistiche che in quelle matematiche mentre a soffrire di più sono stati gli studenti che provengono da contesti svantaggiati.

E’ a favore di questi studenti e le loro famiglie che si rivolge il progetto #tu6scuola, con numerose azioni a contrasto della povertà educativa nel ciclo della secondaria di primo grado, in previsione di scelte consapevoli per il futuro. Malgrado le difficoltà, il progetto è proseguito e ha adattato alla nuova didattica tutte le sue azioni sia per gli studenti che per gli insegnanti per i quali è stata perfino ideata e realizzata una piattaforma di e-learnig tu6prof.it.

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