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Paola Crestani, presidente CIAI, sull'importanza delle scuole aperte

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Categoria: #tu6scuola

“Le scuole non devono essere chiuse. Non possiamo negare ai più giovani quelle opportunità formative e di crescita a cui hanno diritto.”

È quanto sottolinea con forza Paola Crestani, presidente CIAI, a seguito dell’uscita del nuovo Dpcm che, per il momento, invita ulteriormente le scuole superiori a prevedere ingressi scaglionati e l’utilizzo della didattica mista o a distanza.


La scuola torna a essere osservata speciale, per quanto la situazione di oggi sia – almeno per il momento – differente dal mese di marzo.
Le regole ci sono e la scuola, nel complesso, le fa rispettare, per quanto poi gli algoritmi del contagio scelgano strade diverse.
“Bambini e ragazzi, che fortunatamente si ammalano raramente a causa del Covid19, stanno dando una grandissima prova di responsabilità civica attenendosi a regole, a volte anche molto restrittive, per consentire a noi, adulti e anziani, di non ammalarci e, se ci ammaliamo, di essere curati – aggiunge Crestani – Nelle scuole i giovani rispettano le regole: non è qui che si propaga il contagio. Non solo: la scuola è proprio il luogo dove si rispettano le regole, imparando a fare altrettanto in altri contesti della vita”.
Per questo è opportuno impegnarsi affinché la didattica in presenza sia garantita il più possibile, esigenza che gli stessi studenti richiedono.

#tu6scuola: principi fondanti e nuove progettualità

Il progetto #tu6scuola di CIAI, dedicato alle secondarie di primo grado di sei città italiane, sin dal suo esordio ha sempre promosso la didattica integrata. In emergenza Covid19, ha elaborato nuove progettualità sostenute da Con i Bambini, per rispondere al meglio alle nuove esigenze e per garantire a studentesse e studenti di partecipare alla vita scolastica e alla didattica.
Tuttavia, ulteriori limitazioni alle scuole potrebbero avere ricadute anche sull’attuazione di queste nuove progettualità, con il rischio di allontanare ulteriormente ragazze e ragazzi già a rischio di emarginazione prima del lockdown.
Al momento le azioni di #tu6scuola sono state adattate in modalità online o mista e prevedono una serie di interventi sia formativi per i docenti, attraverso una apposita piattaforma di e-learning, che socio-pedagogici così da sostenere e accompagnare giovani, famiglie, insegnanti nel fronteggiare gli effetti del passato lockdown e del presente incerto.
Inoltre, per colmare le disparità tecnologiche, dopo un’analisi dei bisogni, negli istituti coinvolti da #tu6scuola sono stati distribuiti strumenti per la didattica e connessioni internet.
“La didattica a distanza ha dimostrato di essere un valido strumento per garantire opportunità formative in mancanza della didattica in presenza, ma ha anche evidenziato tutti i suoi limiti, in particolare rispetto all’inclusivita’ dei più fragili, a chi fatica o non è motivato ad apprendere – ha detto Crestani -. I bambini ed i ragazzi hanno bisogno della scuola, luogo dove imparano nozioni e contenuti ma anche socialità, rispetto delle regole, partecipazione, motivazione. Un’opportunità importante di formazione per costruire il proprio futuro”.

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