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#tu6scuola e STMicroelectronics: le partnership che fanno bene

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Categoria: #tu6scuola

tu6prof, ovvero il frutto della partnership di successo tra CIAI e STFoundation.

La piattaforma di e-learning ideata nell’ambito del progetto #tu6scuola e studiata appositamente per il corpo docente è stata realizzata grazie al contributo tecnico di STMicroelectronics Foundation, emanazione della multinazionale STMicroelectronics, che fin dalle origini ha sempre sviluppato e sostenuto interventi sul digital divide in aree svantaggiate del pianeta.
La Fondazione da tempo è a fianco di CIAI su vari progetti ma questa volta il sostegno si è trasformato in coprogettazione.
CIAI, i partner coinvolti nel progetto digitale – Cinemovel Foundation, Faber City, ed-Work e Fondazione Hallgarten Franchetti-Centro studi  Villa Montesca – e gli esperti digitali della Fondazione hanno realizzato una piattaforma che consentirà agli insegnanti delle sei scuole coinvolte di diventare, se non esperti, quantomeno persone a loro agio con gli strumenti necessari per condurre le lezioni a distanza o nella modalità mista (in presenza e a distanza).
Ne abbiamo parlato con Giovanna Bottani, responsabile del coordinamento dei progetti educativi della fondazione.

Come è nato l’interesse di ST Foundation per questo progetto?

Occorre dire subito che con CIAI il rapporto è privilegiato, di reciproco ascolto, da tempo. È un partner affidabile e solido con cui è bello lavorare e pensare a nuove progettualità.
È vero comunque che è emerso un interesse nuovo da parte di ST Foundation, che per missione si occupa di sostenere e coordinare progetti per promuovere il progresso e lo sviluppo sostenibile attraverso l’uso della tecnologia.
All’inizio ci si rivolgeva alle aree del mondo che più soffrivano per il digital divide e la carenza della tecnologia in generale. La pandemia ha ribaltato le carte in tavola: anche molti paesi delle aree più ricche, come l’Italia, si sono improvvisamente trovate a far fronte a situazioni inattese.

Contrastare la povertà educativa, di cui il progetto #tu6scuola già si occupava, è diventato quindi un tema di lavoro comune…

Sì perché scuola e famiglia sono stati i primi luoghi in cui le fragilità sono emerse con prepotenza dallo scorso marzo. Mancanza di strumenti digitali e di connessione, di competenze… E a scuola anche gli insegnanti si sono rivelati bisognosi di supporto, per realizzare al meglio, in modo diverso e innovativo, la didattica.
Al tempo stesso la fondazione ha ripensato sé stessa. La pandemia è stata ed è un fenomeno che ha segnato tutti quanti, ma non dimentichiamo che è stata ed è ancora una opportunità di ripensamento.
Abbiamo cercato di cogliere questa opportunità: dopo anni di attività in cui ci si rivolgeva principalmente a paesi in crisi o con difficoltà nello sviluppo,  abbiamo rivisto e ampliato la nostra missione estendendola ai luoghi che presentassero contesti svantaggiati. L’Italia e, nello specifico, le scuole italiane, hanno rappresentato uno di questi contesti.

Il sostegno a #tu6scuola non si ferma tuttavia alla piattaforma…

Tu6prof è senz’altro un iniziativa fuori dai classici percorsi educativi ma è nella missione della Fondazione aiutare beneficiari fragili quali oggi sono i docenti, le famiglie e i ragazzi. E quindi se i docenti sono preparati, le loro lezioni efficaci, anche e i ragazzi ne beneficeranno. Certamente a noi è piaciuto il progetto #tu6scuola nella sua globalità: sosterremo i laboratori Saltaclasse a Palermo così come la realizzazione di una aula digitale.

Quali azioni avete condotto ad oggi per le scuole?

Abbiamo prima di tutto cercato di capire quali regioni avessero maggiormente bisogno di supporto e dopo una valutazione abbiamo identificato la Lombardia e la Sicilia, dove tra l’altro abbiamo un nutrito gruppo di volontari, molto attivi tutto l’anno.
Così durante il lockdown abbiamo donato oltre 400 pc alle scuole delle province di Milano, Monza e Brianza e Catania, offrendo anche un servizio di help desk per scuole e famiglie, grazie proprio alla collaborazione dei nostri volontari. Del resto il digital divide è una forma di diseguaglianza e il supporto alla DAD per noi è una priorità.

Qual è la lezione che anche STFoundation ha appreso da queste esperienze?

Molte lezioni, non una sola! Abbiamo messo a fattor comune le nostre competenze con quelle dei dei volontari: abbiamo ripensato anche al nostro  lavoro di team e di squadra. Noi che conducevamo progetti operativi, abbiamo colto l’occasione per creare progetti insieme ai nostri partner, come CIAI, anche quando si trattava di partire da zero. Molto entusiasmante!

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