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#tu6scuola: ripartire dall'ascolto dei ragazzi

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Categoria: #tu6scuola

Cosa significa essere adolescente e vivere isolati, senza le relazioni e gli stimoli verso il mondo innescati dalla scuola? Come cambia la visione del mondo e come cambia, quindi, la capacità di muoversi liberamente al suo interno?
Torniamo a Palermo per approfondire il senso del laboratorio Immagini & Parole, del quale vi abbiamo già parlato, che in queste settimane prova ad affrontare questi temi.

Al centro, la scelta

L’idea di un lavoro di riflessione sulle parole e i significati arriva da uno dei partner trasversali di progetto, Cinemovel Foundation, che normalmente coordina i Saltaclasse delle prime e l’attività del Cinegme.
Cinemovel ha messo a disposizione dei partner territoriali l’esperienza fatta in altri contesti di emergenza, in particolare dopo il terremoto in Umbria, qualche anno fa. Allora, un laboratorio analogo era servito per spiegare e dare un senso all’esperienza traumatica appena vissuta.
Ai ragazzi di Palermo vengono quindi proposte alcune parole comuni, da reinterpretare attraverso i linguaggi a loro più congeniali. Testi scritti, audio, video, illustrazioni, foto… la scelta è libera e dà ai ragazzi modo di mettere a fuoco ed elaborare le proprie emozioni.
“Vorremmo dare a tutti gli studenti un’occasione di esprimersi e di essere ascoltati, raccogliendo sensazioni e riflessioni da condividere – dice Cecilia Conti, project manager di Cinemovel Foundation, partner del progetto #tu6scuola – Abbiamo proposto una attività semplice, gestibile a distanza, che mantenesse però alto il valore della scelta dei ragazzi di fronte alle esperienze della vita.
Quale migliore occasione per i nostri ragazzi, malgrado le difficoltà del periodo, per mettersi alla prova? Proprio come gli eroi del cineracconto fantasy del Cinegame, che si imbattono sempre in bivi e devono decidere la strada giusta per loro.”

Partire dall’ascolto dei ragazzi

Anche Paola Cristoferi, responsabile nazionale di #tu6scuola, mette gli alunni al centro dell’attenzione. “Per uscire dal trauma collettivo vogliamo partire dall’ascolto dei ragazzi, inascoltati dal mondo degli adulti e dal dialogo pubblico. Gli studenti dimostrano invece che hanno molto da dire perché hanno dato significati nuovi alla realtà. Questo laboratorio ci consegnerà un glossario ovvero un vocabolario di emozioni e esperienze elaborate tra loro e insieme ai docenti.
Immagini&Parole a Palermo è stato infatti esteso ai docenti, anche loro testimoni di un anno scolastico particolare, unico e difficile.
“A due settimane dall’inizio dell’attività – dice Annaclaire Turco, referente del CESIE, coordinatore per la città di Palermo – ritroviamo già molti elementi interessanti che accomunano le esperienze di studenti, docenti e della preside. Tutti siamo invitati a realizzare il nostro glossario della quarantena che rappresenti al meglio i cambiamenti di questo periodo nella percezione di ciascuno.”

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